La demenza è parte della quotidianità

21 Gennaio 2019

Dal 22 gennaio, svariate panetterie e pasticcerie distribuiscono ai clienti che acquistano un caffè da asporto fascette antiscottatura realizzate a maglia. L’obiettivo è sensibilizzare il pubblico a trattare con naturalezza le persone affette da demenza con cui si ha a che fare nella vita di tutti i giorni. Christian Muralt, la cui madre soffre di demenza, è uno dei panettieri che ha aderito all’iniziativa.

Abbiamo incontrato Christian Muralt una mattina, poco prima dell’inizio della campagna. La panetteria Muralt si trova nella Bernstrasse a Ostermundigen e vanta una lunga tradizione familiare. È qui che dal 1931 i concittadini della famiglia Muralt si recano per acquistare il pane. All’interno del locale, tre tavolini invitano a sedersi per gustare un piacevole caffè, e se si apre la porta che conduce ai forni, una dolce fragranza pervade l’ambiente. Christian Muralt esce dal laboratorio e si lava le mani imbiancate di farina. Nella vetrina del bancone si nota una piccola piramide di bicchieri per caffè da asporto rivestiti con fascette colorate. Lo sguardo, poi, passa direttamente alla «Memo-Box» lì a fianco, che contiene le schede informative legate all’iniziativa.

Alla domanda su cosa l’abbia spinto a partecipare a una simile campagna, il panettiere risponde: «L’idea ci è stata presentata dalla nostra associazione di categoria e per noi è stato naturale aderire. Nostra madre è affetta da demenza. Io e i miei fratelli sappiamo cosa significa e quanto è importante sensibilizzare sulla malattia. Purtroppo ci siamo accorti troppo tardi che nostra madre non era più in grado di fare alcune cose, come ad esempio sbrigare correttamente le pratiche amministrative.» Muralt scorre rapidamente la scheda blu della Memo-Box che presto le sue commesse consegneranno a tutti i clienti che verranno qui a prendere un caffè, e annuisce. «Concordo appieno con questi suggerimenti.» Accennando a quello sul comportamento da tenere con chi perde l’orientamento, sorride tristemente: «Nostra madre sapeva calarsi così bene nel ruolo di commessa – sempre efficientissima e di buon umore – che per lungo tempo è riuscita a nasconderci la sua malattia.

Oggi ha perso quasi del tutto il senso dell’orientamento. Le amiche con cui va regolarmente a passeggiare non possono più lasciarla da sola.» Gli chiediamo come pensa che reagiranno i clienti settimana prossima, quando riceveranno le fascette, e Muralt risponde: «La mattina c’è grande movimento. Un panino, un caffè e via. Difficile che i clienti faranno domande. Grazie alla scheda informativa e alle fascette colorate con la scritta #deltuttopersonale, riusciremo però a stuzzicare la loro curiosità.» Il panettiere è certo che la campagna avrà successo. «La gente sa che esiste la demenza, ma non ha alcuna idea di cosa comporti questa malattia nella vita quotidiana di chi ne è affetto. L’abbiamo vissuto sulla nostra pelle con nostra madre. I nostri amici erano disorientati, perché non sapevano come comportarsi con lei e si sono allontanati. Ecco perché è importante sensibilizzare il pubblico sull’argomento.» Panettieri e pasticceri sono stati i primi, tra i commercianti, a raccogliere la sfida e a dare il buon esempio: chi lavora in negozio non solo informa la clientela, ma tiene in prima persona un comportamento corretto e spontaneo nella vita di tutti i giorni, dimostrandosi aperto e rispettoso verso i clienti affetti da demenza.

Fonte: tratto dalla rivista Zeitlupe, numero 1, 2/2019

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